Noal (Consorzio Asolo Prosecco): le denominazioni prosecco devono fare sistema

“Nella mia esperienza come amministratore ho sempre lavorato per mettere in contatto le persone, per cui il mio obiettivo come presidente è dare vita a un confronto costruttivo tra le parti coinvolte. Sia le grandi aziende che i piccoli produttori devono sentirsi rappresentati dal Consorzio ed è evidente che gli uni hanno bisogno degli altri: i grandi marchi aprono i mercati dove i piccoli possono inserirsi, molto spesso con prodotti di alta qualità in grado di attirare l’interesse della critica. Il territorio di Asolo e del Montello, inoltre, gode di un patrimonio viticolo di particolare pregio, grazie alla presenza di vitigni autoctoni come ad esempio la recantina: un’eccellenza che merita certamente di essere valorizzata”, dice Michele Noal, presidente del Consorzio Asolo Prosecco dallo scorso 30 maggio.

L’intento dei nuovi vertici del Consorzio è quello di coinvolgere l’intera filiera e di fare squadra con gli altri consorzi delle denominazioni del Prosecco. Un aspetto che titiene fondamentale per la valorizzazione delle tre aree:
“Il Sistema Prosecco deve recuperare la sua vocazione di volano promozionale, senza dimenticare i compiti istituzionali legati alla tutela che la normativa ci affida. Non è solo una questione di ottimizzazione di risorse, ma è il consumatore a chiederlo: è opportuno quindi lanciare un messaggio chiaro e univoco, anche nella presenza delle più importanti fiere di settore, pur nel rispetto delle specificità. Il nostro Consorzio può avere un ruolo da attore principale nel variegato mondo del Prosecco portando in dote un patrimonio unico, il cui mosaico si compone di biodiversità, di un panorama artistico e culturale dagli echi internazionali e paesaggi di rara bellezza”.

Michele Noal è alla guida di una denominazione in continua crescita, l’Asolo Prosecco ha infatti già registrato nei primi mesi del 2024 un +15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: “La vera sfida a cui è chiamato un Consorzio di tutela – continua il presidente – ​ è quella della stabilità: tanto più l’imprenditore vitivinicolo può contare su certezze, tanto meglio potrà muoversi sui mercati, e creare valore da redistribuire su tutto il territorio. È nostra intenzione, dunque, utilizzare tutti gli strumenti per evitare fluttuazioni nei prezzi e assicurare le migliori condizioni per le imprese”.

Una grande novità è rappresentata, infine, dal progetto che vede la costituzione di tre commissioni dedicate rispettivamente alla promozione, al settore agronomico – per affrontare le questioni sanitarie – e ai temi tecnici agronomici, per regolare i nuovi impianti e le rese. Le commissioni potranno essere composte da membri del Consiglio di Amministrazione, aperte ai soci interessati a partecipare, e da tecnici di associazioni di categoria.

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