
Secondo le stime di Nomisma Wine Monitor ll 2024 per il vino italiano, pur tra tensioni geopolitiche e rallentamenti economici, dovrebbe chiudersi con un export in aumento del 4,5%, arrivando a oltrepassare la soglia degli 8 miliardi di euro.
Questo a fronte di una riduzione delle vendite in quantità di vino nella Grande distribuzione di quasi il 3%; calo che prosegue anche nei primi 9 mesi del 2024 con -1,5%, difficilmente recuperarabile entro Capodanno.
Secondo il Report di Nomisma sulle importazioni nei principali 12 mercati mondiali, che rappresentano oltre il 60% del valore degli acquisti globali, alla fine del terzo trimestre il valore aggregato è sceso del 2,6%. A sostenere le vendite all’estero, anche quest’anno sono gli spumanti e, in particolare dal Prosecco (2 bottiglie su 10 di vino italiano riguardano questa denominazione). “L’export di vino italiano è influenzato da numerosi fattori di carattere geopolitico ed economico che stanno portando le imprese ad una maggior diversificazione dei mercati presidiati”, sottolinea Denis Pantini, responsabile Wine Monitor di Nomisma, evidenziando anche che “il rischio di dazi aggiuntivi sulle importazioni negli Stati Uniti potrebbe generare impatti indiretti nelle vendite anche in altri mercati importanti come quello tedesco”.
In campo negativo Germania Svizzera, Francia e Norvegia, mentre stanno emergendo crescite a doppia cifra percentuale in Austria, Irlanda, Brasile, Romania, Croazia e Tailandia.

























