
Nonostante tutto, le tensioni internazionali, la riduzione del reddit disponibile, in Italia il biologico resiste. Secondo Rapporto Bio Bank 2024 appena pubblicato, infatti, il valore del mercato bio italiano è salito a 9,1 miliardi di euro nel 2023: +8,7% sul 2022, +135% in dieci anni. Salgono anche i consumi domestici, arrivati a 4,2 miliardi: +6,7% sul 2022, un punto in più dell’inflazione annua. Continua la crescita a due cifre dei consumi fuori casa, pari a 1,3 miliardi di euro: +18,1% sul 2022. E cresce dell’8%, quindi non più a due cifre, anche l’export, che raggiunge 3,6 miliardi di euro, secondo i dati Nomisma per Osservatorio Sana.
Secondo i dati Fibl-Ifoam, riferiti invece al 2022, il mercato globale dell’agroalimentare biologico ha raggiunto i 135 miliardi di euro, con una crescita dell’8,2% rispetto al 2021 e del 146% negli ultimi 10 anni. In Europa, invece, passata la spinta salutistica della pandemia, fa capolino per la prima volta una lievissima flessione dei consumi. Nei 41 Paesi europei rilevati le vendite hanno toccato infatti i 53 miliardi di euro (-2% sul 2021, +121% sul 2013).
Cuore del Rapporto i dati Bio Bank sulle 3.270 attività bio censite nel 2023, delineate attraverso commenti, analisi e un ricco set di informazioni: Negozi, E-commerce alimenti, Ristoranti, Aziende cosmesi, Profumerie, E-commerce cosmesi. Per la prima volta in flessione il numero totale di attività bio delle sei tipologie monitorate (-5,6% sul 2022). Flessione analoga anche negli ultimi cinque anni (-5,9% sul 2019). Il calo del numero di attività bio di retail e ristorazione, in presenza di un giro d’affari bio in crescita del 9,1% sul mercato interno, è il risultato dell’ampia diffusione dei prodotti bio fuori dai canali specializzati, nel segno della multicanalità. Emblematica la quota della grande distribuzione sulle vendite bio, che in dieci anni è salita dal 40 al 58%, mentre quella dei negozi bio è scesa dal 36 al 23%.
























