
Il Ministro degli Interni con un proprio decreto ha stabilito “Linee guida per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici”. Una sorta di codice di comèportamento, da esporre nei locali pubblici come bar e discoteche, alberghi e stabilimenti balneari, sale giochi e intrattenimento ecc. e che definisce il comportamento dell’avventore modello.
Un codice, ha precisato il Ministero dopo alcune prese di posizione delle orgamnizzazioni di categoria, che sarà volontario.
L’obiettivo è “innalzare il livello di prevenzione dell’illegalità e delle situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze” dei locali, valorizzando “i comportamenti degli esercenti che intendono concorrere al mantenimento della legalità”.
Chi adotta il Codice di condotta e le altre azioni previste dal decreto, può evitare l’automatismo della chiusura e della sospensione della licenza in caso di disordini. Il Codice dovrà essere affisso “in modo ben visibile all’interno del locale” e pubblicizzato “anche sui siti web degli stessi esercizi”. Per fregiarsi del titolo di “avventore modello” la persona dovrà impegnarsi “a non introdurre armi improprie”; non dovrà utilizzare spray urticanti; nè introdurre sostanze stupefacenti o bevande alcoliche che non siano state somministrate dallo stesso locale; non dovrà danneggiare i dispositivi antincendi e gli arredi; avrà l’obbligo di non impedire o rendere difficoltosa la fruibilità delle uscite di sicurezza; non dovrà abbandonare nelle aree di pertinenza del locale e in quelle circostanti “residui, anche in vetro, delle consumazioni, e altri rifiuti in genere”; eviterà comportamenti molesti o che possano disturbare la quiete pubblica. Gli esercenti sono invitati dunque a valorizzare misure di prevenzione che “scoraggiano il compimento di azioni illegali” e mettono a disposizione delle forze di polizia “strumenti volti ad agevolare l’attività di identificazione e di rintraccio dei responsabili”.
Contrario il presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, che chiede un incontro a Piantedosi per chiarire. “Queste linee guida – spiega – rischiano di costituire ulteriori oneri per gli esercenti. I gestori di bar, ristoranti e discoteche quotidianamente agiscono per evitare e denunciare situazioni di pericolo alle forze dell’ordine. Imporre per decreto ai gestori di pubblici esercizi di installare sistemi di videosorveglianza, illuminare le aree circostanti e definire codici di condotta è però inaccettabile, perché scarica sulle nostre spalle responsabilità che spettano allo Stato”.
Rientra la protesta della Fipe-Confcommercio dopo i chiarimenti del Ministero: “Accogliamo con grande favore la precisazione del Viminale sulla volontarietà delle linee guida. Il tema della sicurezza è centrale per i nostri esercizi e per i nostri clienti” afferma Aldo Mario Cursano, Vicepresidente Vicario di FIPE-Confcommercio. “Siamo certi che lavorando insieme con il Ministero e alle forze dell’ordine potremo sempre di più favorire una corretta attività di prevenzione. Per questo auspichiamo che quanto prima venga convocato un tavolo di lavoro per chiarire le.modalita e gli ambiti, seppur su base volontaria, di queste linee guida sul territorio, evitando che responsabilità non proprie dell’attività di pubblico esercizio ricadano sulle imprese” conclude Cursano.
























