La Slow Wine Fair 2026 organizzata da BolognaFiere, che si terrà dal 22 al 24 febbraio con la direzione artistica di Slow Food, vedrà anche una cospicua partecipazione di torrefattori ed esperti della Slow Food Coalition, la rete internazionale che riunisce gli attori della filiera del caffè “buono, pulito e giusto”.
La Coalizione, nata nel 2021, si fonda su un manifesto che promuove dieci principi cardine, tra cui: sostenibilità ambientale, giustizia sociale, trasparenza e tracciabilità, educazione al consumo. La rete unisce una vasta gamma di figure professionali e appassionati, coltivatori, torrefattori, consumatori e partner tecnici. Al padiglione 15 / A sarà dunque possibile imparare ad assaggiare in modo consapevole, a riconoscere e scegliere il caffè di qualità e per scoprire le tante analogie che legano vino e caffè. Oltre a essere due bevande centrali nella cultura gastronomica italiana, derivano entrambi da un frutto, si differenziano in base al territorio di provenienza, sono caratterizzati da diverse varietà e particolari sentori aromatici, hanno determinate regole di servizio. 

Tra caffè e vino le fasi della degustazione in fondo sono simili: esame visivo, olfattivo e gustativo ma sono ancora pochi i ristoranti, gli hotel e i locali di somministrazione che presentano carte dei caffè. E nell’introdurre parole come terroir, bouquet aromatico o cru si crea un collegamento al mondo del vino. Per entrambe le realtà si può parlare di vitigno o varietà (nel caso del caffè), a cui si aggiunge il lavoro di trasformazione fatto dall’uomo: la vinificazione o la tostatura. Il processo di lavorazione resta una parte determinante del risultato in tazzina proprio come lo è per il calice del vino.

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