Chiedere l’acqua del rubinetto evitando costi elevati per quella in bottiglia in albergo o al ristoreante non è un diritto del cliente. Ad affermarlo è stata la Corte di Cassazione emettendo il suo giudizio sulla causa intentata da una turista che si era vista rifiutare la richiesta in un hotel a cinque stelle di Corvara, in Badia: se il locale decide di non servirla – ha spiegato il tribunale – non viola alcuna norma.
La vicenda risale alle festività di Natale del 2019, quando la cliente della struttura, che aveva cquistato un pacchetto in mezza pensione da oltre 5.700 euro con formula bevande escluse, aveva più volte chiesto nel corso delle sue cene di poter consumare acqua della rete idrica, dicendosi disposta anche a pagarla come servizio. La struttura aveva però opposto un rifiuto, mettendo a disposizione solo bottiglie di acqua minerale al prezzo di circa 10 euro al litro.
La donna aveva quindi intentato una causa legale, sostenendo che l’accesso all’acqua rappresentasse un diritto fondamentale e richiedendo un risarcimento di circa 2.700 euro per danno economico e disagio personale. La richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Consulta ha ora confermato che nell’ordinamento italiano non esistono norme che impongano a ristoratori o albergatori l’obbligo di servire acqua del rubinetto: in assenza di accordi preventivi, la scelta resta affidata alla libera politica commerciale della singola struttura.
























