Report ritorna ad attaccare un colosso del food. Questa volta se la prende con l’Eurovo, gigante emiliano delle uova e degli ovoprodotti.
Duplice il fronte delle accuse. Da un lato la scarsa cura nella preparazione dei prodotti, dall’altro pratiche nei confronti di alcuni lavoratori che, secondo una denuncia dei sindacati, sarebbero scorrette.
La trasmissione presenta il centro selezione uova di Occhiobello, in provincia di Rovigo, dove si vedono cassoni contenenti uova sporche di deiezioni e sangue, uova marce, perfino uova con carcasse di galline e topi che galleggiano dentro. Quelle uova, sostiene l’intervistato, andranno tutte alla pastorizzazione, e dunque poi al consumo.
Ma l’azienda respinge ogni accusa e parla di sabotaggio e strumentalizzazione.
Inoltre l’organizzazione sindacale Cobas, ha presentato una denuncia contro l’azienda, accusandola di sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita di manodopera, violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, pratiche potenzialmente integranti frodi alimentari e grave pregiudizio per la sanità pubblica.
Denuncia che la Procura ha comunque archiviato.

Al centro delle contestazioni l’uovo liquido un prodotto ampiamente usato da pasticcerie, ristoranti e dall’industria alimentare per la produzione di dolci, creme, pasta e altri prodotti confezionati.
Ma l’azienda parla di sabotaggi e respinge ogni accusa.
“Ogni giorno nello stabilimento vengono sgusciati diversi milioni di uova. Come stabilito dalla normativa comunitaria, le uova non possono essere né lavate né spazzolate. In caso di non conformità, i prodotti sono scartati, nel rispetto della normativa vigente”.
Eurovo riconosce che «per alcune produzioni possono essere impiegate uova di Categoria B, in piena ottemperanza alle normative vigenti» e che “queste uova possono provenire sia dagli allevamenti che da centri di imballaggio o da celle di stoccaggio dedicate e refrigerate”.
























