Nel primo trimestre del 2026 la produzione dell’industria agroalimentare italiana è aumentata più di quella del manifatturiero. Dello 0,7% contro lo 0,3 del resto dell’industria nazionale. Male le bevande che, sempre da gennaio a marzo segnano -2,9%.

Nel complesso il fatturato dell’industria alimentare nel primo trimestre dell’anno registra una flessione di circa il 2% con un calo sia sul mercato estero (-1,6%) che sul fronte interno (-1,9%).

Lo dice il CREA nel suo bollettino periodico CREAgrirend.

Pesano le minori esportazioni che hanno, tuttavia un andamento diverso a seconda dei mercati e dei diversi comparti. Così mentre crescono i lattiero-caseari del 4,3%, e la frutta fresca, cedono il vino (-8%) i dolci (-6) e l’olio di oliva (-29%).

Per quanto riguarda i mercati crescono le esportazioni in Polonia, e Spagna, mentre calano quelle in Germania e, soprattutto, Stati Uniti (-17,8%). Il mercato USA dice il CREA, riguarda soprattutto vino, olio di oliva e pasta. In controtendenza Grana Padano e Parmigiano Reggiano, conserve di pomodoro e salse. 

In diminuzione anche le nostre importazioni soprattutto dalla Germania (-11%) con meno dolci, formaggi freschi, carni semilavorate e zucchero. 

Aumenta l’importazione dal Brasile (+20:8%) soprattutto per carni bovine e semi di soia.

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