Dal 3 settembre, stop alle importazioni di carne dal Brasile in Europa. Secondo l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi non si tratterebbe di un rischio sanitario per il consumatore, ma soltanto di un problema di certificazione non ancora adottato dal Brasile. Tanto basta, però, a minacciare uno dei prodotti più apprezzati del “Made in Italy”: la Bresaola della Valtellina Igp, che dipende strettamente da materia prima brasiliana. La decisione è stata presa dalla Commissione europea, che ha sospeso l’arrivo di vari prodotti animali dal Paese sudamericano – tra i maggiori fornitori di carne bovina in Ue – per il mancato rispetto delle norme europee sull’impiego di determinati antimicrobici.
La Bresaola della Valtellina Igp, è prodotta per l’82% con carne sudamericana, di cui il 60% arriva dal Brasile. “Questo stop farà venir meno nell’immediato almeno il 25% della materia prima a noi necessaria. Ci aspettiamo inoltre un forte rialzo dei prezzi, visto che le quotazioni della carne per produrre la bresaola da giugno ad oggi (da quando cioè è stata annunciata la misura Ue) sono già aumentate del 15%” dicono al Consorzio. Ora si corre ai ripari.
Ma perchè per la bresaola si usa carne brasiliana? Semplice: perchè è più buona. IIn particolare lo zebù brasiliano è un animale allevato estensivamente, all’aperto, e quindi non ha quella stabulazione al chiuso che ormai si è diffusa in Italia e che rende la carne più grassa. Quindi è una carne più magra, più adatta a un mercato come la bresaola, e quindi di conseguenza è stato privilegiato nell’affinamento in Valtellina”.
La certificazione IGP consente che la provenienza sia altrove, purché una fase della lavorazione della carne sia in Valtellina.

























