
Il gruppo Mutti ha chiuso il 2022 con un fatturato complessivo di 563 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto al 2021. Anche a volume l’azienda di trasformazione del pomodoro ha registrato un aumento delle vendite passando dalle 324,1 mila tonnellate del 2021 alle 335 mila del 2022. Tuttavia l’incremento dei costi registrato durante l’anno ha eroso i margini con l’Ebitda che è sceso a 44,7 milioni dai 48 di un anno prima, il 7% in meno. La posizione finanziaria netta poi si è attestata a -123 milioni di euro dai -34 dei 12 mesi precedenti, come risultato degli aumenti di costi che l’azienda ha dovuto sostenere nel corso dell’anno.
Il 2022, infatti, è stato un anno segnato dall’aumento dei costi dell’energia elettrica, del gas e delle materie prime, spiega l’azienda, con un picco che ha coinciso con l’estate, periodo di massima attività per la campagna di trasformazione del pomodoro. In particolare, rispetto all’anno precedente, il costo dell’energia è aumentato del 147% e quello del gas del 217%, al netto dei significativi contributi governativi ricevuti, mentre vetro e latta, materiali utilizzati dall’azienda per il packaging, sono aumentati rispettivamente per oltre il 40% e oltre il 60%.
Tuttavia i risultati hanno consentito a Mutti di mantenere pressochè stabile la quota di mercato in Italia, pari al 33,7% e di accrescere quella in Europa dove è passata dal 14,1% al 15%. In particolare il 2022 è stato l’anno in cui l’export per la prima volta anche a valore ha superato il mercato domestico: la quota di fatturato registrata all’estero, infatti, è stata pari al 51% pari a 286 milioni di euro.
I risultati del 2022, sottolinea l’azienda, sono anche frutto di investimenti industriali per 32 milioni di euro, destinati a interventi e attività ulteriormente migliorative degli indici di qualità, efficienza e sicurezza del gruppo.

























