
Il locale di Piazza Augusto Imperatore noto in tutto il mondo per le fettuccine all’Alfredo rischia di sparire. Il palazzo che lo ospita, già dell’INPS, e ora di proprietà di Edizione Property che fa capo alla famiglia Benetton, lo ha sfrattato non avendo rinnovato il contratto di locazione. L’intyero palazzo è destinato al nuovo hotel firmato Bulgari.
“Il Vero Alfredo”, che prima del 1950 si trovava a via della Scrofa e ancor prima vicino alla Galleria Colonna, è il luogo dove Alfredo Di Lelio 115 anni fa inventò uno dei piatti più cercati del mondo, gioia dei turisti americani: le fettuccine burro e parmigiano, quelle “alla Alfredo”, per l’appunto. Nel suo ristorante, mantenuto poi da figli e nipoti, sono passati attori, cantanti e politici di ogni epoca. Nel 2012 il Comune deliberò l’iscrizione del locale nell’Albo dei negozi storici di Eccellenza di Roma.
E ora l’amministrazione capitolina tenta una nuova azione a tutela del locale. Il Consiglio comunale ha appena approvato all’unanimità una mozione che invita “il Sindaco e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa volta a garantire la prosecuzione nella storica sede di Piazza Augusto Imperatore dell’attività del ristorante “Il Vero Alfredo”. Ciò a tutela e contro i reiterati tentativi di sfratto nei confronti dello storico locale da parte della società “Edizione Property” del Gruppo Benetton. “In qualità di titolari del ristorante “Il Vero Alfredo”, hanno dichiarato Ines di Lelio e Chiara Cuomo, “esprimiamo il forte apprezzamento per questa ultima, autorevole iniziativa del Comune di Roma , che con la Mozione approvata, intende rafforzare il riconoscimento e la tutela del nostro locale come “Negozio Storico di Eccellenza” operativo in piazza Augusto Imperatore. Siamo certi e fiduciosi che questa ulteriore, significativa attenzione delle Istituzioni della Capitale per la nostra ultracentenaria attività, possa agevolare l’impegno già intrapreso dal Ministero della Cultura a tutela del ristorante “Il Vero Alfredo” nella sua sede storica di Piazza Augusto Imperatore a Roma a dispetto dei tentativi di sfratto a cui è ad oggi sottoposto”.

























