
Il Gruppo Amadori ancora al centro della cronaca per una vicenda dai contorni poco chiari e che l’azienda non sembra al momento voler chiarire trincerandosi dietro al silenzio stampa e ai no comment.
Il Gruppo con sede a Cesena sarebbe coinvolto in una truffa relativa alla sottrazione o sparizione di ingenti quantitativi di carni avicole per un controvalore di alcuni milioni di euro, si dice una trentina. L’azienda, che è parte lesa, ha avviato un’inchiesta interna volta ad appurare come stiano realmente le cose.
Gli ammanchi di prodotti sarebbero stati scoperti sia nello stabilimento principale di San Vittore di Cesena, sia in quello di Mosciano nel Teramano.
Altro elemento enigmatico è che, sebbene gli ammanchi di prodotti risultassero già da diverso tempo, pare non ve ne fosse traccia nella contabilità aziendale.
A questo punto, in attesa di una quanto mai opportuna comunicazione ufficiale del Gruppo, sono varie le ipotesi che, soprattutto la stampa locale, sta avanzando. Mentre era anche circolata la notizia, poi smentita, dell’arresto di un ex dirigente Amadori che avrebbe messo in piedi un sistema per sottrarre grandi quantità di prodotti da immettere poi in commercio, forse in un circuito di vendita parallelo.
Al momento si sa solo che dai controlli effettuati dall’azienda sono emersi grossi quantitativi di prodotti usciti dai due stabilimenti senza che ne sia dato scarico nei registri di vendita.

























