
Scontrini pazzi e polemiche estive sulla ristorazione sono stati al centro dell’assemblea annuale della FIPE che si è tenuta a Roma.
“Una narrazione stonata”, si è detto non per giustificare possibili eccessi, ma per far chiarezza tra le tante polemiche divampate soprattutto sui social.
“La ristorazione nella comunicazione. Valori, pregiudizi e strumentalizzazioni” era del resto il tema di questa assemblea, sul quale si sono confrontati chef, come Davide Oldani, e giornalisti come Osvaldo Paolini, Carlo Giorla di Mediaset o Veronica Ruggeri de Le Iene.
In particolare Oldani ha posto l’attenzione sull’esigenza di regole certe. “Quando ci sono le regole non ci sono ambiguità e si evitano malintesi”, ha detto. Per poi ricordare come i ristoratori sono dei professionisti che offrono servizi professionali alla clientela e come tali vanno considerati e rispettati.
Sono stati poi ricordati alcuni episodi come il pagamento per il toast tagliato in due, o coperti ingiustificati.
Il Ministro per le Imprese Adolfo Urso nel suo intervento ha ipotizzato un’iniziativa di controllo e contenimento dei prezzi nel comparto della ristorazione da attuarsi o prima o dopo le prossime Festività. “Un’iniziativa comune con voi e il Garante dei prezzi che faccia chiarezza e possa anche riconciliare con il mondo dell’informazione che a volte crea le notizie anche dove non ci sono. Invece noi sappiamo che l’aumento dei vostri listini è stato mediamente inferiore a quello di altri settori”.
“Il settore oggi ha un’esposizione mediatica sempre più marcata al punto che possiamo ben dire che nessun settore è più comunicato del nostro. Se questo porta con sé evidenti benefici in termini di attenzione da parte dell’opinione pubblica è altrettanto vero che nasconde anche molte insidie”, ha dichiarato in apertura Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio. “Lo storytelling sulla ristorazione – prosegue Stoppani – si ferma solo al primo livello di spettacolarizzazione, accendendo i riflettori sulla parte più “narcisistica” di imprenditori e consumatori o facendo prevalere gli aspetti sensazionalistici sul merito, con una distorsione della realtà, che offusca l’impegno, il sacrificio e i valori di un settore complesso e articolato, che sulla reputazione costruisce la propria esistenza.”
I lavori sono stati chiusi dall’intervento di Francesco Lollobrigida. Il Ministro della Sovranità Alimentare ha esaltato la qualità e le prerogative della nostra ristorazione.
“Quanto all’estero vedo un ristorante italiano – ha detto – mi aspetto che impieghi prodotti italiani e garantisca le caratteristiche di qualità tipiche della nostra ristorazione. Anche per questo abbiamo candidato la Cucina italiana a patrimonio immateriale Unesco. Non lo abbiamo fatto per avere un nuovo titolo. Ma perchè è importante averlo come lo hanno altre Cucine nazionali. Per ribadire le peculiarità della nostra Cucina, dei suoi prodotti, della sua qualità”.
Come ogni anno, l’Ufficio studi di FIPE ha scattato una fotografia che ci restituisce dati e numeri inediti sullo stato di salute della ristorazione e dei Pubblici Esercizi. Ciò che emerge è uno scenario in chiaroscuro: sebbene l’occupazione sia tornata ai livelli del 2019 con 987mila occupati, il 60% degli imprenditori lamenta grosse difficoltà nel reperimento di personale. Nel trimestre in corso ne servono oltre 150 mila ma ci sono difficoltà a trovarle. Un problema che affonda le sue radici nella mancanza di candidati, con specifico riferimento al personale di sala, e che rischia di frenare il percorso positivo intrapreso, sul quale influisce anche il crescente aumento dei consumi fuori casa: sarà, infatti, di 89,6 miliardi di euro correnti la spesa prevista per il 2023, contro gli 83,5 miliardi del 2022. A prezzi costanti siamo, tuttavia, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia. La ristorazione continua ad essere fortemente attrattiva per l’imprenditoria femminile: l’incidenza media delle imprese guidate da donne è infatti del 21,4%. Anche tra i giovani il settore gode di particolare appeal: una impresa su dieci è amministrata da giovani under 35.

























