
Anche nel corso del 2023 si è registrato un elevato turn over nei servizi di ristorazione con un saldo tra aperture e cessazioni di attività che resta negativo pur a fronte di un incremetno delle iscrizioni del 5,5%.
Nei “servizi di ristorazione” rileva il Centro Studi della Fipe Confcommercio, il saldo per l’anno 2023 è stato pari a -17.693 unità, in crescita rispetto ad un anno fa quando toccò quota -17.168. Un risultato dovuto all’incremento più consistente in valore assoluto delle cessate rispetto alle iscritte.

Tra i ristoranti hanno avviato l’attività 6.205 imprese e 15.188 l’hanno cessata portando il saldo a -8.983 unità. La nati-mortalità per forma giuridica evidenzia una criticità diffusa, con scostamenti poco significativi tra ditte individuali e società di persone. Il tasso di sopravvivenza è pari al 54% dopo cinque anni.
Nel segmento bar l’anagrafe imprenditoriale indica che nel 2023 hanno avviato l’attività poco meno di 4mila imprese, mentre 12.188 l’hanno cessata. Il saldo è stato negativo per 8.251 unità.
Il quadro della nati-mortalità del settore va completato con i dati relativi alla ristorazione collettiva dove si registra un turn over imprenditoriale relativamente modesto con 162 iscrizioni e 190 cessazioni. C’è da dire, tuttavia, che le imprese che svolgono attività di fornitura di pasti preparati e ristorazione collettiva sono circa più di 3.700 unità, concentrate perlopiù in Lombardia, Lazio e Campania.

























