La pasta è sempre amata dai giovani, anche fuori orario. Anzi, soprattutto al di fuori di quelli che ne sono gli orari canonici,.
Il 41.3% degli esponenti della cosiddenta Generazione Z la mangia almeno 7 volte a settimana (con un picco degli uomini 18-23enni – 49% – e nel Centro Italia – 45%) e solo il 30.4% si limita a 4 volte o meno in sette giorni.  Ma la pasta non si limita ad essere la protagonista solo a pranzo o a cena. Complessivamente a più di due giovani su tre (68.6%) capita nell’anno di consumarla fuori dai momenti canonici. Quasi 1 su 4 (37,1%) lo fa almeno una volta al mese, con il 19,3% che lo fa addirittura settimanalmente (con una tendenza più marcata tra gli uomini e nel Nord Italia). 

Il vero “fuori orario” è la notte, che vince con quasi 3 su 4 (73.4% – 77% per i 24-30enni), molto più del giorno (metà mattina o metà pomeriggio: 43.0%). In particolare, il 35.3% consuma la sera tardi, il 26.0% dopo una sera fuori, il 25.1% a notte inoltrata, magari dopo il concerto dell’artista del cuore (9.0%) o dopo aver ballato in discoteca (11.6%). Lo rivela la ricerca “GenZ e Pasta: amore ai pasti e non solo…”, condotta dai pastai di Unione Italiana Food in collaborazione con AstraRicerche, che ha indagato il rapporto dei nativi digitali (nati tra il 1994 e il 2006) con l’alimento principe delle tavole in tutto il mondo. 

Ma quali sono le ricette di pasta che vanno per la maggiore in orari “unconventional”? Se il formato preferito si conferma lo spaghetto, con il 29.1% vincente per tutti (uomini, donne, da Nord a Sud), la pasta al pomodoro (33.0%) occupa il primo posto delle ricette più amate fuori dall’ordinario. Tra i formati più amati per la pasta “fuori orario”, al secondo posto ci sono le penne (22.4%), seguite dalle farfalle (12.1%). Mentre, tra le ricette più amate, al secondo posto si posiziona la aglio-olio-peperoncino (30.1%) seguita dalla carbonara (28.3%). Rispetto agli orari più consueti, cresce la preferenza anche per il tonno (23.7%), per l’arrabbiata (17.0%) e per quella in bianco (o con solo un filo d’olio: 19.3% – il doppio rispetto al ‘normale’). 

“La pasta si conferma un alimento centrale nella dieta dei giovani italiani, capace di unire tradizione e modernità. Non solo un semplice piatto ma un vero e proprio simbolo di identità culturale e di convivialità. In un mondo che cambia rapidamente la pasta rimane una costante nel cuore della GenZ italiana – dichiara Margherita Mastromauro, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food – È evidente che la pasta è un elemento di coesione sociale e culturale, capace di unire le generazioni e celebrare la nostra ricca tradizione culinaria.” 

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