I produttori replicano alle accuse lanciate dalla Ong Bloom, insieme a Foodwatch, secondo cui da una indagine il tonno in scatola proveniente da cinque Paesi europei, tra cui l’Italia, risulta contaminato da mercurio, una sostanza dannosa per la salute.

L’indagine diffusa da Bloom si basa su un’analisi effettuata da un laboratorio indipendente su 148 lattine provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia: il 100% di queste è risultato contaminato da mercurio. Inoltre, in più della metà delle scatolette il contenuto di mercurio superava il limite massimo stabilito per altre specie ittiche come il merluzzo o le acciughe, ovvero 0,3 mg per chilo.

“Qualità, sicurezza alimentare e salubrità del tonno in scatola sono un’assoluta priorità per l’industria italiana delle conserve ittiche. Ripristiniamo la realtà dei fatti, non c’è nessun rischio di non conformità da mercurio nel tonno in scatola commercializzato sul mercato italiano”, la replica dell’ANCIT – ’Associazione nazionale conservieri ittici e tonnare . “Il tonno in scatola sul mercato italiano, rispetta la legislazione dell’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare e per la possibile presenza del mercurio risponde ai requisiti di legge imposti dall’Unione Europea”.

A sostegno delle sue tesi l’ANCIT riporta una nota di Paolo Cozzolino, direttore generale della Stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari di Parma secondo cui  “Dal 2019 al 2023 abbiamo condotto campagne di campionamento riferite ai limiti di mercurio (Hg) fissati nel Regolamento CE 1881/2006, sostituito nel frattempo dal Regolamento UE 915/2023 (1 mg/kg) e che hanno interessato numerosi campioni di tonno in scatola prelevati in comuni punti vendita della gdo. Nessuno di questi campioni ha superato il limite del regolamento e il valore medio riscontrato è inferiore a 0,2 mg/chilo, quindi meno di un quinto del valore massimo tollerabile”.

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