
Con un emendamento a firma dell’on. Mirco Carloni (Lega) alla Legge di Bilancio ai piccoli birrifici artigianali che producono volumi di prodotto fino a 60 mila ettolitri, arrivano sconti delle accise compresi fra il 20 e il 50%.
Soddisfatta l‘Unionbirrai: “L’innalzamento dello sconto d’accisa per i birrifici sino a 60mila ettolitri di produzione annua diviene realtà. La misura, già attiva per il biennio 2022-2023, è stata fortemente richiesta in più provvedimenti da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, soprattutto per gli impianti di piccola taglia.
Gli emendamenti sono stati accorpati nel corso della discussione e comportano una copertura economica complessiva inferiore ai 3 milioni di euro l’anno. Ambedue gli emendamenti innalzano dal 40 al 50 per cento lo sconto d’accisa per i microbirrifici sino a 10mila ettolitri di produzione annua, mentre quello Carloni si spinge anche oltre quello Rotelli, rinnovando lo sconto al 30 per cento per i birrifici sino a 30mila ettolitri e al 20 per cento per quelli la cui produzione annua non superi i 60mila ettolitri annui di prodotto finito.
Positiva anche la reazione di AssoBirra che, però, chiede che la riduzione valga per tutti i produttori.”che auspichiamo possa trovare accoglimento già nel decreto Milleproroghe, a favore dell’intero comparto nel quale i grandi birrifici acquistano la quasi totalità del malto d’orzo italiano”.
A rinnovare la richiesta è Alfredo Pratolongo, Presidente di AssoBirra, ringraziando “i componenti della Commissione Bilancio della Camera che hanno approvato l’emendamento per la riduzione delle accise birra nel 2025, focalizzato sui piccoli produttori sotto i 60.000 ettolitri”.
La misura, ricorda Pratolongo, è giunta “dopo il parere favorevole arrivato qualche settimana fa dalla Commissione Agricoltura che, tuttavia, aveva uno scopo più ampio, ovvero quello di garantire riduzioni delle accise per tutti gli attori del mercato”. “Questo – osserva – consentirebbe di rilanciare gli investimenti lungo tutta la filiera e di aiutare le fasce più deboli di consumatori, che notoriamente consumano sulle loro tavole gli iconici formati da 0,66 cl, sulla quale la tassazione rimane sproporzionata, gravando oltre il 40% del prezzo”.
























