
“Oggi la tassa sulle bevande, domani l’aria che respiriamo”. E’ decisamente forte il claim scelto da Assobibe per la campagna pubblicitaria contro la sugar tax. Che contiene anche un appello: “Presidente Meloni, non lasci che le nostre aziende muoiano soffocate . La Sugar Tax è una tassa inutile per la salute e dannosa per l’economia”.
«Con questa campagna vogliamo sottolineare la follia di questa norma e l’accanimento nei confronti delle nostre imprese. Un messaggio volutamente provocatorio per ribadire il nostro appello alle Istituzioni perché è arrivato il momento delle scelte di senso per fronteggiare l’incertezza in cui vertono le imprese e neutralizzare le numerose minacce che incombono sul comparto delle bevande. Un settore che esprime nel Paese un alto valore sociale ed economico, con aziende e stabilimenti localizzati su tutto il territorio, che generano un valore complessivo pari a 4,9 miliardi di euro.», ha commentato Giangiacomo Pierini, Presidente di ASSOBIBE. (foto)
Cresce la preoccupazione delle imprese del settore delle bevande che, senza indicazioni sull’imminente futuro, vivono una precarietà che frena gli investimenti e impedisce loro di pianificare le attività. La campagna social nasce proprio dopo mesi di promesse che non si sono ancora tradotte in azioni concrete. Nonostante il parere positivo di MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e MASAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), l’approvazione dell’ordine del giorno nel dicembre scorso e gli emendamenti presentati da Lega e FI nell’ambito del provvedimento c.d. MilleProroghe, a oggi la richiesta di ASSOBIBE di un ulteriore rinvio a 12 mesi o di una cancellazione non è ancora stata accolta.

La tassa avrà effetti particolarmente negativi sui produttori di bevande, determinando un incremento del 28% di fiscalità su un litro, un freno degli investimenti per oltre 46 milioni di euro, un calo degli acquisti di materia prima di oltre 400 milioni di euro e un taglio del 10% del fatturato, riducendo di conseguenza attività e investimenti in Italia (-12%) e mettendo a rischio oltre 5.000 posti di lavoro (stime NOMISMA). L’impatto si farà sentire non solo sul comparto delle bevande, ma su tutta la filiera – perché le aziende acquistano in Italia gran parte degli ingredienti e i materiali per il packaging – oltre che sui consumatori, che vedranno ulteriormente ridotto il loro potere d’acquisto.
Un’imposta che non è nemmeno giustificata a livello salutistico, considerando che in Italia i consumi di bevande analcoliche sono tra i più bassi d’Europa (54 litri/annui) e il consumo delle bevande con zucchero ha subito un calo del 27% negli ultimi 10 anni. Livelli così contenuti non sono ritenuti un problema per il Ministero della Salute: l’84% degli italiani non beve bevande gassate zuccherate e l’impatto nutrizionale è sceso ora allo 0,9% del totale delle calorie quotidiane per gli adulti.
La campagna, curata da Kirweb, è online, sui canali Linkedin, Facebook, Instagram e X di ASSOBIBE.
























