
Stop alle politiche discriminatorie nei confronti delle bevande spiritose, “come qualcuno sta cercando di fare, come se i superalcolici fossero per qualche motivo diversi dalle altre bevande alcoliche e, per qualche motivo, più dannosi: in realtà un bicchierino di liquore contiene meno alcol di un bicchiere di altre bevande alcoliche”. Così Assodistil, oggi riunita in assemblea a Roma, che ha chiesto alla politica una tutela “in particolare nelle sedi unionali, contro attacchi continui e ingiustificati cui assistiamo quotidianamente da parte della Commissione UE” proprio “in un momento in cui le posizioni, sbagliate e pericolose, di una certa politica europea vogliono colpirne il consumo. AssoDistil, che da sempre promuove un consumo moderato e consapevole delle bevande alcoliche tutte, “cosa che rientra pienamente nei valori e nello stile di vita italiano” sottolinea che “il punto resta sempre quello del bere moderato, qualunque sia la bevanda alcolica, che da sempre rappresenta un piacere per tutti senza comportare danni per la salute”.
Durante l’assemblea è stato presentato uno studio condotto da Nomisma da cui emerge che in 10 anni l’export di bevande spiritose italiane è triplicato, passando da 0,6 miliardi di euro del 2014 agli 1,8 miliardi del 2024, con una crescita che prosegue anche nel I trimestre 2025, che ha messo a segno un aumento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. In calo invece dell’8,5% tra il 2019 e il 2024 i consumi interni, tranne che per il Gin e la novità dei prodotti Ready to drink. Male la grappa, un classico italiano, i cui consumi in 5 anni sono dimininuiti del 12%.
A differenza dell’export, sono in forte calo i consumi interni, ad esclusione del Gin: nel 2024 il consumo di Spirits in Italia è stato pari a 127 milioni di litri con una variazione tra 2024 e 2019 del -8,5%. Dall’analisi dei volumi venduti, emerge come i Liquori siano in cima alla classifica con circa 50,5 milioni di litri venduti, con il canale del “fuori casa” che rappresenta circa il 56% del consumato. A seguire Grappa e Rum con 14 milioni di litri, mentre la Grappa perde terreno: dal 2019 i consumi sono diminuiti del 12%, a dimostrazione di come i cambi generazionali incidano nel cambiamento dei gusti. E’ il Gin, l’unico prodotto che ha fatto registrare negli anni variazioni positive, anche a doppia cifra, che si attesta sui 7 milioni di litri e +25% in volume negli ultimi 5 anni.
























