Cambio ai vertici di Federvini, l’associazione confindustriale dei prodsuttori di vini e spirfits. Giacomo Ponti, dell’omonima azienda produttrice di aceti subentra a Micaela Pallini.
L’Assemblea ha in oltre nominato Vice Presidenti Aldo Davoli e Piero Mastroberardino, e Albiera Antinori Presidente del Gruppo Vini, Leonardo Vena Presidente del Gruppo Spiriti, Sabrina Federzoni Presidente del Gruppo Aceti.

Secondo i dati Nomisma per l’Osservatorio Federvini, nel 2024 l’export complessivo ha raggiunto i 10,5 miliardi di euro, con un saldo commerciale positivo di 8,9 miliardi, rafforzando la leadership italiana sui mercati internazionali.Una filiera che conta un tessuto produttivo dioltre 40mila imprese a carattere industriale garantendo l’occupazione di oltre 81mila addetti diretti.

L’assemblea è stta anche occasione per fare il punto sul settore: Il quadro macroeconomico nazionale resta fragile. Il PIL italiano è cresciuto dello 0,9% nel 2024 e per il 2025 si prevede un andamento analogo. I prezzi delle bevande alcoliche risultano in deflazione, a fronte di una crescita sostenuta nel comparto alimentare e del food service. A maggio 2025 si è registrato un rimbalzo della fiducia di consumatori e imprese, dopo tre mesi consecutivi di calo. Tuttavia, i volumi di vendita al dettaglio restano deboli, con crescita nei canali discount, segno delle difficoltà ancora presenti nei bilanci familiari.

Mercato interno: consumi prudenti ma segnali di vitalità – Nel contesto di un’economia interna ancora cauta, il primo trimestre del 2025 mostra un mercato in lieve assestamento, con alcuni segmenti che confermano segnali positivi. Secondo le rilevazioni Nomisma per l’Osservatorio Federvini, le vendite nella grande distribuzione organizzata hanno registrato un andamento complessivamente stabile, con dinamiche differenziate tra i comparti.

Il vino ha generato un valore pari a 694 milioni di euro, registrando una lieve flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare il segmento sono gli spumanti di qualità, con il MetodoClassico in crescita del 7,1% e lo Charmat dolce in aumento del 2%. Restano in difficoltà i vini generici e frizzanti, mentre i vini a indicazione geografica protetta (IGP) segnano un +1,1% a valore.

Anche il comparto degli spirits risente di una certa debolezza con vendite pari a 274 milioni dieuro, in calo del 3,2% sul 2024. Tuttavia, si distinguono performance positive per alcuni segmenti, come il Gin (+14,2%) , tengono gli aperitivi alcolici, mentre risultano in flessione Grappa, liquori dolci e amari.

Più positivo l’andamento degli aceti, che nel primo trimestre segnano una crescita dell’1,8% avalore. In particolare, spiccano le performance dell’aceto di mele (+6,4%) e dell’aceto di vino (+1,5%). 

L’Aceto Balsamico di Modena IGP subisce invece una lieve contrazione dello 0,7%, pur mantenendo una quota di mercato rilevante, pari al 32% del totale venduto in GDO.

Per quanto riguarda i consumi fuori casa, i dati TradeLab indicano un valore complessivo di 81,4 miliardi di euro nel 2024, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente. Nonostante una flessione delle visite pari all’1,6%, il settore mostra segnali di tenuta, con vino e bollicine che continuano a giocare un ruolo centrale soprattutto nelle occasioni serali, come cene e aperitivi.

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