
Olitalia, specialista emiliano-romagnolo nel confezionamento e commercializzazione di oli e produzione di aceti, accelera il proprio piano di sviluppo con un investimento complessivo di 45 milioni di euro. destinati al potenziamento degli stabilimenti Olitalia a Forlì e Acetaia Giuseppe Cremonini a Spilamberto, in provincia di Modena. L’investimento mira a rafforzare la competitività del Gruppo a livello nazionale e globale, sulla scia dei risultati positivi registrati nel 2024.
Il Gruppo ha chiuso l’anno con un fatturato consolidato di oltre 311 milioni di euro (+10,5% rispetto al 2023), vendendo più di 102 milioni di litri di olio e aceto (+4,2% sul 2023) e impiegando attualmente 170 dipendenti. I risultati sono il frutto di una strategia diversificata sull’export, che oggi rappresenta il 41% del fatturato consolidato totale, e dello sviluppo di nuovi prodotti e canali distributivi.
In particolare Olitalia ha chiuso il 2024 con un fatturato di 293,9 milioni di euro, in crescita del 12,4% rispetto al 2023, e volumi venduti di 96,5 milioni di litri di olio (+4% sul 2023). I canali principali sono la GDO, che ha superato i 91 milioni di euro di ricavi (+4,5% sul 2023), e il foodservice, con 34,8 milioni di litri venduti e un fatturato di 85 milioni di euro (+11,3% sul 2023). Sui mercati esteri, le vendite hanno raggiunto 19,7 milioni di litri, generando un fatturato di 115 milioni di euro, pari a oltre il 40% del totale, con particolare attenzione ai mercati asiatici come Taiwan, Sud Corea e Hong Kong.
Acetaia Giuseppe Cremonini ha registrato nel 2024 un fatturato di 23,3 milioni di euro (+2% sul 2023) e un volume complessivo di 7,5 milioni di litri venduti. Tra i driver di crescita spiccano le glasse, con un incremento del 10% nei volumi e del 21% nel fatturato, arrivando a rappresentare il 28% del totale ricavi. L’estero rappresenta il canale principale con oltre il 70% delle vendite, guidato da Francia (16% delle vendite totali) e Stati Uniti (12%) ma tra i Paesi si segnala il buon andamento del mercato canadese che cresce del 27%.
La marginalità è sensibilmente migliorata: l’EBITDA è salito dal 7,6% al 9,67% del fatturato e ammonta a 2,3 milioni di euro.
























