Bufera al vertice di Deco Industria, l’azienda di Bagnacavallo (RA) attiva nelle produzioni alimentari e nella detergenza. Il CdA ha sfiduciato l’Amministratore delegato Francesco Canè assumendone le funzioni. Canè, da sempre in azienda, era direttore generale dal 2918 e un anno dopo aveva assunto anche la carica di AD.

Non del tutto chiare le ragioni del licenziamento di Canè spiegate con crescenti malumori presso i dipendenti e in uno scollamento con gli altri vertici.
La spiegazione ufficiale fornita dal presidente di Deco Antonio Campri parla di necessità di rinforzare l’azione della società in questa delicata fase riportando direttamente in capo al consiglio di amministrazione tutte le deleghe e i poteri precedentemente conferiti all’amministratore delegato.

“Tale decisione – ha spiegato ancora Campri – nasce dalla volontà di coinvolgere maggiormente le basi sociali rispetto alle scelte della cooperativa e per dare seguito a un percorso di rafforzamento industriale e produttivo dell’azienda che può poggiare su solide basi finanziarie, reputazionali e di mercato”.

Anche Deco è alle prese con le problematiche degli aumenti dei costi delle materie prime a cominciare dall’olio di girasole utilizzato in molte lavorazioni alimentari. Ma non sembra questo un motivo sufficiente per risolvere il rapporto col numero uno aziendale.

Deco Industrie oggi conta cinque siti produttivi, tre alimentari (nelle province di Ravenna, Forlì e Ferrara) e due per la detergenza (Bagnacavallo e Imola), 600 sono i lavoratori (soci, dipendenti e stagionali) e 170 milioni di euro il fatturato annuo.

Il comparto alimentare produce biscotti e dolci da ricorrenza con i marchi Pineta e Fornobuono. Nella detergenza conta soprattutto sul marchio Scala.

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