
Stesso stipendio, ma meno ore di lavoro. E’ quello che hanno iniziato a fare a “Quel Castello di Diegaro” in Romagna, tra Cesena e Forli. E’ il gestore, Lorenzo Illotta ad aver stabilito la settimana corta per venire incontro alle esigenze del personale. Si è partiti da quello di sala che su sette giorni di apertura settimane gode di quattro turni di riposo a pranzo e due a cena. Ma presto si passerà anche a quello di cucina appena si sarà reperito un nuovo cuoco.
Attualmente il ristorante impiega una sessantina di persone distribuita nei diversi reparti e non sembra incontrare quei problemi di ricerca di personale tipici di molte attività della ristorazione soprattutto in questo periodo.
Ma, naturalmente, la buona volontà non basta. Per questo Illotta ritiene necessario un intervento normativo anche per gestire al meglio i turni di straordinario che in questo tipo di attività appaiono inevitabili. Per questo ritiene si debba iniziare a ragionare a una revisione del contratto collettivo nazionale che tenga conto di queste esigenze e che inizi a tener conto di una base più alta sia di orario di lavoro che di compensi che a questo dovranno corrispondere.

























