Campi allagati nel Ravennate

Un primo bilancio dei danni causati all’agricoltura dall’alluvione che ha colpito la Romagna lo fa Confagricoltura Emilia Romagna. E la prima stima parla di “danni fino a 6.000 euro a ettaro per i seminativi (grano, orzo, mais, soia, girasole, erba medica, orticole e colture da seme) e 32.000 euro a ettaro per frutteti, vigneti e oliveti, inclusi raccolti persi e costo dei reimpianti. Il calcolo non comprende però le ripercussioni su scorte, strutture, macchinari e neanche le anticipazioni di liquidità finalizzate a far ripartire l’attività.

Soprattutto grave il bilancio per i frutteti il cui raccolyo, si teme, potrebbe essre compromesso anche per i prossimi 4 o 5 anni. “perché l’acqua rimasta nei frutteti ha ‘soffocato’ le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e poi reimpiantare intere piantagioni” 

Per Coldiretti, ad essere sconvolto  è un territorio con la diffusa presenza di albicocche, pesche nettarine, susine, mele, pere, kiwi, fragole e ortaggi che fanno della Romagna la “fruit valley” italiana. Quest’anno la produzione è “di almeno 400 milioni di chili di grano nei terreni allagati dell’Emilia Romagna, dove si ottiene circa 1/3 del grano tenero nazionale” .

Atteso un forte impatto sui prezzi della frutta dopo l’alluvione a. In Romagna, infatti, sottolinea Coldiretti si produce piu del 20% delle albicocche italiane e oltre il 10% di pesche e nettarine. Secondo Coldiretti Emilia Romagna arriverebbe a 15 milioni di piante da estirpare il tragico bilancio delle inondazioni dei frutteti, a partire dalle pesche, poi le nettarine, i kiwi, le albicocche, le pere, le susine, le mele, i kaki e i ciliegi.

Mentre Italmercati, la rete nazionale dei mercati all’ingrosso, esprime “forte preoccupazione per le conseguenze che l’alluvione dell’Emilia Romagna sta generando nella vita degli operatori locali e che nelle prossime settimane si estenderanno all’interno settore agroalimentare nazionale e a quello della distribuzione”. Il territorio colpito dalla calamità gode di un’indiscussa vocazione alla qualità dei prodotti agroalimentari con oltre 50mila aziende agricole: “Non è ancora possibile stimare il danno reale causato dalle forti precipitazioni ma sull’intera filiera e a livello nazionale ci aspettiamo nelle prossime settimane un vero terremoto nel nostro settore, con un incremento di prezzi e una diminuzione della disponibilità dei prodotti”, afferma il presidente di Italmercati, Fabio Massimo Pallottini. L’alluvione ha distrutto i prodotti di stagione come pere, mele, susine, kiwi e vigne, in piena fase di maturazione “per cui vi sarà una generale diminuzione della qualità e della quantità di frutta e verdura solo a partire dalle prossime settimane con un incremento dei costi”, spiega Pallottini chiarendo che l’aumento dei prezzi di frutta e verdura di questi giorni non è legato all’alluvione in quanto in questo momento la domanda nazionale proviene da altre aree. I mercati all’ingrosso intorno a cui gravitano oltre 3.000 imprese e 26.000 posti di lavoro, conclude Pallottini, “si sono dimostrati ancora una volta una rete di sicurezza per il settore agroalimentare riuscendo a dare continuità all’intera filiera in questi giorni difficili”. 

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