Pietro D’Angeli

L’Assemblea di ASSICA, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi che si è svolta oggi a Roma ha eletto all’unanimità Pietro D’Angeli come nuovo Presidente. D’Angeli, già Vicepresidente nell’ultimo biennio, raccoglie il testimone di Ruggero Lenti, che aveva ricoperto l’incarico dal 2021.D’Angeli è Direttore generale del Gruppo CLAI e Presidente di Zuarina

“Voglio ringraziare tutti gli associati per la fiducia riposta in me e desidero sottolineare che il mio mandato sarà in continuità con le presidenze precedenti di Ruggero Lenti e di Nicola Levoni, cui vanno la mia gratitudine e stima per il prezioso lavoro svolto. In particolare, vorrei che rimanesse intatto il clima di grande collaborazione, convinto che solo uno spirito e una visione comune da parte delle imprese, derivanti da un continuo e aperto confronto, possano essere il motore giusto affinché l’Associazione svolga al meglio la propria funzione, in rappresentanza di tutti gli associati, indipendentemente dalle dimensioni delle aziende” – ha affermato subito dopo la sua elezione.

L’assemblea ha consentito di fare il punto sullo stato di un settore che nel 2022 è stato messo a dura prova da aumento dei costi e dalla contrazione della marginalità.
In particolare il 2022 ha segnato una flessione sia nella produzione di salumi (in quantità, con un 2022 che ha chiuso a -2,2% rispetto al 2021) che nei consumi, con una flessione della domanda interna, cui si è aggiunta nell’ultimo trimestre del 2022 anche la forte contrazione di quella estera. E la situazione non sembra migliorare per il 2023.

I consumi apparenti dei prosciutti crudi stagionati sono scesi a 219.700 ton (-1,2%); quelli di prosciutto cotto sono saliti a quota 276.100 ton (+0,5%). Sono risultati in aumento anche i consumi di mortadella e wurstel (+6,0% per 202.100 ton) e quelli di salame attestatisi a 84.900 ton (+4,2%). Hanno evidenziato un deciso ridimensionamento i consumi di bresaola scesi a 24.000 ton dalle 25.800 dell’anno precedente (-6,9%) e quelli degli “altri salumi”, attestatisi a 187.200 ton. (-14,8%).

La struttura dei consumi interni vede quindi al primo posto sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 27,8% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 22,1% da mortadella/wurstel al 20,3%, dal salame all’8,5% e dalla bresaola al 2,4%. Chiudono gli altri salumi al 18,8%.

Considerando l’insieme dei salumi e delle carni suine fresche, il consumo apparente pro-capite è rimasto stabile a 28,4 kg (+0,2%) grazie all’incremento registrato dai consumi di carne suina fresca (+3,6%).

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