
L’edizione 2024 del Vinitaly, la 56esima ha aperto i battenti all’insegna della fiducia nel futuro pur in un contesto di grandi incertezze. Non è stato certo facile il 2023 per i nostri produttori con domanda in calo (salvo che per gli spumanti), con quantitativi in calo del 21%.
Ma nel giorno inaugurale del salone si respira ottimismo. Quattro i ministri presenti con il Presidente della Camera Lorenzo Fontana: Tajani, Lollobrigida, Urso e Sangiuliano.
«Una fiera sempre più internazionale, che si conferma leader al mondo. Ricordo anche Vinitaly and the City, grande appuntamento per i wine lovers. Porteremo il Vinitaly in giro per il mondo, siamo in prima linea per farci da tramite fra produttori e buyers. Abbiamo scelto di portare il mondo del vino all’estero portando tutto il sistema Italia, grazie anche al sostegno delle nostre sedi diplomatiche. A giugno si sarà la novità di una fiera dedicata ai vini in anfora Penalizzare il mondo del vino significherebbe penalizzare intere comunità. Anche il Papa ha sottolineato l’importanza del nostro settore», ha detto nell’intervento di apertura Federico Briccolo, Presidente di Veronafiere.
Tra i temi affrontati dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida quello dei vini dealcolati che sono la nuova proposta del settore. «Il fenomeno dei low-alcohol e no-alcohol? Possiamo discutere se il modello tradizionale va lasciato così com’è o sei dealcolati sono un rischio» ha detto. In ogni caso per il Ministro «Il dealcolato può aprire nuove fette di mercato ma noi che partita vogliamo giocare, quella della qualità o quella della quantità? Io vedo che le scelte di contingentamento produttivo portano spesso alla qualità nel calice, e in molte aree del Paese, come la Franciacorta, questa è stata una scommessa vinta. In Italia la standardizzazione non conviene, mentre ciò che è intimamente legato ad un territorio ci fa vincere la battaglia competitiva. Facciamo le bevande dealcolate che derivano dall’uva e non chiamiamole vino».
Per il ministro dell’Industria e del made in Italy Adolfo Urso: «Vinitaly è la migliore anteprima che si potesse avere per la prima giornata nazionale del Made in Italy che si celebra il 15 aprile, giorno della nascita di Leonardo, genio italico che ha messo l’uomo al centro da ogni cosa. La straordinarietà di Vinitaly non è il fatto è che sia un padiglione espositivo, bensì un territorio dove si assapora la cultura del territorio. Grazie alle indicazioni geografiche, dagli igp ai dop, accadrà nei prossimi 20 anni con le indicazioni geografiche sui prodotti industriali e i manufatti. I nostri prodotti devono diventare inimitabili».
Nella giornata inaugurale sono stati anche consegnati i premi Vinitaly che sono anadati a Bruce Sanderson di Wine Spectator, all’azienda Argiolas Spa, al giornalista Marco Sabellico e al consorzio del Chianti Classico.

























