
La vita degli italiani è ben diversa, spesso peggiore, di quella attesa. Lo evidenzia il Rapporto Coop 2024 presentato oggi, che fotografa un Paese preoccupato dallo scenario internazionale, in ansia per l’emergenza ambientale e affaticato dalla quotidianità e per questo sempre più inquieto (+8 punti sul 2022); si riduce la quota di chi guarda con fiducia al futuro, che scende di 4 punti in due anni e aumenta il timore (+11 punti percentuali 2024 su 2022).
E questo si riflette negli acquisti dove la parola chiave con cui gli italiani si approcciano ai consumi non può che essere risparmio, di gran lunga il primo criterio di scelta negli acquisti (lo dice il 75% del campione). Sostanzialmente una vita a basso impatto dove l’essenziale diventa centrale, il superfluo viene drasticamente ridotto e dove si fa largo un ripensamento significativo della propria identità affidata più alla dimensione personale che a quella economica e al valore segnaletico ed edonistico dei consumi. Una indifferenza – a volte una fatica – per gli acquisti e uno strisciante de-consumismo che viaggia di pari passo con la ricerca del benessere personale fino a fare della cura del proprio corpo un vero e proprio culto. E qui la sana attenzione alla propria salute, che coinvolge anche l’utilizzo dell’AI si interseca con una cura che diventa a tratti totalizzante, ossessiva e questa sì poco parsimoniosa della propria immagine (la variazione di vendite di prodotti cosmetici -2024 su 2019- è a doppia cifra (+29%), fino a sfiorare comportamenti disfunzionali (8,6 milioni gli italiani che assumono o sono interessati a ricorrere a farmaci per il diabete per dimagrire).
Sempre di più la scelta del cibo passa dalla testa piuttosto che dalla pancia, si moltiplicano le identità alimentari e si rafforza la coscienza ambientalista, sempre più (insieme al benessere) driver guida dei comportamenti alimentari (e delle tante rinunce quotidiane). Se un italiano su 3 (34%) privilegia ancora la dieta mediterranea, si affermano le diete ricche di proteine non animali e la riscossa salutista non lascia a casa nemmeno il biologico dopo anni di difficoltà per il carovita.
E grazie anche all’inflazione, che si azzera dopo anni difficili e i volumi del largo consumo che tornano dopo 4 anni in positivo (+0,9% nel primo semestre 2024 rispetto al 2023), il cibo rimane anche nelle previsioni l’unico comparto in cui tagliare la spesa, è una opzione solo per una ristretta minoranza degli italiani; il 21% del campione dichiara che aumenterà la sua spesa contro il 10% che intende diminuirla.
Nei comportamenti di acquisto nella Gdo, i trend più robusti restano la marca del distributore e il discount.

























