
Aumentano i prezzi del caffè al bar del 14,3% in tre anni da luglio 2021 a luglio 2024. E’ quanto rileva Fipe, in occasione della Giornata internazionale del caffè che si celebra oggi.
Si tratta di un aumento maggiore rispetto all’aumento dei prezzi dei vari prodotti al bar, dai cornetti alle paste e al cappuccino, che nello stesso periodo hanno segnato +13%.
Tuttavia, sottolinea l’associazione degli esercenti pubblici di Confcommercio, sono aumenti al di sotto del tasso di inflazione che da agosto 2021 ad agosto 2024 è stato di 15,5%. A determinare l’aumento del costo della tazzina, spiega Fipe, c’è il forte incremento dei prezzi all’origine. Se il prezzo medio del caffè al bar si attesta a 1,20 euro lungo lo Stivale, tra le città la tazzina più cara si consuma a Bolzano (1,37 euro), seguita da Bologna (1,27) e Venezia (1,23).
Inoltre, dice FIPE-Confcommercio, negli ultimi dieci anni le imprese che svolgono attività di bar in via esclusiva o principale sono diminuite di 16.160 unità. E su 100 imprese che nascono ogni anno almeno la metà a distanza di 5 anni chiude.
Attualmente sono attivi 132.004 bar in Italia, ovvero il 39,8% delle imprese della ristorazione. Uno su 3 è guidato da una donna ed è significativo anche il numero di bar guidati da under 35 (12,6%). In crescita l’occupazione: in totale sono 375 mila di cui 272.266 dipendenti, aumentati del 6,5% rispetto al 2022. Nel dettaglio le donne sono il 58,9% della forza lavoro dipendente (+6% rispetto al 2022), mentre gli under 30 sono il 41,5% (+4,7% rispetto al 2022). In crescita, nell’ultimo anno, anche i dipendenti stranieri (54.512 unità, +10,1% sul 2022).

























