
Le quotazioni dell’olio extravergine di oliva comunitario stanno subendo importanti ribassi: -25% sul mercato all’origine di Jaen tra inizio ottobre e fine novembre e -27% sui listini italiani.
E’ quanto riporta la settimanale analisi di Areté secondo cui le quotazioni dell’olio EVO di origine italiana appaiono invece restie a seguire lo stesso trend deflattivo (-4% nei primi due mesi di campagna, con un rimbalzo del +3,5% nella prima settimana di dicembre). Nonostante una produzione di olio di oliva previsto in aumento a livello comunitario (grazie soprattutto al rimbalzo produttivo in Spagna) e nei principali Paesi produttori extra-UE (Tunisia e Turchia), l’aspettativa di un incremento anche di consumi ed esportazioni porta a prevedere un processo di ricostituzione delle scorte piuttosto lento. A questo si aggiunge la considerazione che per l’Italia la campagna 2024/25 sarà una campagna di scarica, in cui la produzione già fisiologicamente in calo rispetto allo scorso anno subirà anche gli effetti di condizioni climatiche sfavorevoli. La congiuntura di campagna, in un contesto di scorte estremamente basse, appare particolarmente complicata nel contesto italiano.
Il dipartimento di agricoltura australiano ha rivisto al ribasso le stime di produzione 2024/25 per il raccolto di quest’anno di lenticchie del 34% rispetto a quanto indicato a settembre. La revisione è soprattutto riconducibile alla persistente siccità e alle diffuse gelate. Anche Statistics Canada ha aggiornato in calo del 6% rispetto a settembre la produzione canadese. Come anticipato da Areté, le attese correzioni di disponibilità di prodotto si sono riflesse sui prezzi comportando dei rialzi con aumenti da settembre del 20% e del 10%, rispettivamente per le verdi grandi e le rosse canadesi.
Il Dipartimento dell’agricoltura USA ha marcatamente rivisto a ribasso la produzione di caffè 24/25 in Brasile e in Indonesia rispetto alle previsioni pubblicate circa a metà anno. Per il Brasile, la produzione è stata rivista a ribasso del 6% per la varietà arabica (da 48,2 a 45,5 Mio Bags) e del 3% per la varietà robusta (da 21,7 a 21 Mio Bags). Per l’Indonesia la produzione di robusta è stata rivista a ribasso dell’8% da 9,5 Mio Bags a 8,6 Mio Bags, l’aumento produttivo rispetto alla scorsa campagna si riduce così dal +40% al +36%.
Le revisioni, solo parzialmente compensate dall’aumento della produzione colombiana (da 12,4 a 12,9 Mio Bags) e indiana (da 6 a 6,2 Mio Bags), si inseriscono in un contesto di stock già previsti ai minimi dal 2001, di incertezza macroeconomica e di rischi meteo che potrebbero impattare anche sui raccolti 25/26.
Le analisi Areté mostrano come i prezzi finanziari del caffè abbiano reagito con marcata volatilità rialzista, invertendo una fase di leggera deflazione. Da inizio novembre, arabica e robusta sono infatti aumentate rispettivamente del 28% e del 21%, da inizio anno l’inflazione risulta invece rispettivamente del 64% e del 72%.

























