L’agroalimentare biologico italiano continua a crescere. Nei primi quattro mesi di quest’anno ha messo a segno un +2,6% a volume e un + 4,45 in valore.
A fare il punto sul settore con dati Nomisma, è il convegno promosso da Fedagripesca Confcooperative, ‘L’agricoltura biologica si rafforza con la cooperazione’.
Una crescita, nonostante un quadro complesso dovuto al peso dell’inflazione, avvenuta anche nei principali paesi europei, con +10% in Germania e +8% del Regno Unito.

Fondamentale per sviklupparsi il ruolo dell’aggregazione, che consente di offrire i necessari servizi di assistenza tecnica specialistica agli agricoltori e per arrivare sui mercati esteri.
Molto potrà fare il Marchio che indicherà il prodotto biologico italiano, presentato il 23 settembre scorso a seguito di un concorso pubblico di idee promosso dal Masaf, che dovrà essere ancora notificato per essere adottato dalle aziende in maniera volontaria.

Importante, infine, ha concluso il presidente di Confcooperative Fedagripesca Raffaele Drei, è evitare “una contrapposizione tra agricoltura convenzionale e biologica, due modelli integrabili tra di loro che rappresentano una segmentazione dell’offerta, fermo restando che l’agricoltura italiana è in assoluto quella più rispettosa dell’ambiente, con i dati sulla presenza di residui di fitofarmaci dei prodotti sul mercato lo confermano. Anche dal punto di vista normativo, ciò che è auspicabile per il settore biologico vale anche per il settore convenzionale, tra cui le future politiche agricole comunitarie e la necessita di sostenere l’aggregazione come strumento migliore per affrontare il mercato”.

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