“Il valore competitivo di Beer&Food Attraction oggi è una piattaforma integrata del fuoricasa, che mette in relazione Mixology, settore birrario, beverage e food, parlando in modo trasversale a bar industry, ristorazione veloce e nightlife.La manifestazione intercetta l’evoluzione dei consumi e dei format, dalle birrerie al casual dining ai cocktail bar, fino ai locali serali e notturni, sempre più centrali nella costruzione dell’esperienza. La manifestazione offre agli operatori una chiave di lettura aggiornata del mercato, collegando innovazione di prodotto, cultura del bere e opportunità di sviluppo del business. La crescita internazionale, il rafforzamento del Buyer Program e lo sviluppo di progetti dedicati allabar industry consolidano Beer&Food Attraction come hub europeo di riferimento per l’intera filiera Out of Home”.
Così Carmen Zeolla Exhibition Manager di Beer&Food Attraction alla vigilia dell’11esima edizione alla Fiera di Rimini dal 15 al 17 febbraio ci illustra le caratteristiche dell’edizione di quest’anno
Il lancio di Mixology Attraction porta a un +39% dello spazio espositivo dedicato a beverage e mixology. Questo dato rappresenta un cambio strutturale nel posizionamento di Beer&Food Attraction verso la Bar industry?

“Il lancio di Mixology Attraction segna un’evoluzione strategica di Beer&Food Attraction. Rappresenta un cambio strutturale nel nostro posizionamento, che oggi si propone come hub di riferimento per la community del beverage e della bar industry, rafforzando e completando l’offerta. La crescita non riguarda solo gli spazi, ma anche il modo in cui viene raccontato il mondo del bar contemporaneo: dagli spirits ai soft drink, dai ready to drink alle proposte low e no alcol, fino al vino e all’aperitivo, che rappresentano un momento chiave di consumo e socialità. Un’offerta organizzata in modo chiaro e verticale, pensata per favorire l’incontro tra aziende e operatori.
Il settore birrario resta uno dei pilastri di Beer&Food Attraction, con una forte presenza del mondo craft e il coinvolgimento di associazioni italiane e internazionali. In che modo Beer&Food Attraction racconta oggi tutte le anime del comparto birrario, dal craft ai grandi player internazionali?
“Il settore birrario rappresenta una componente storica di Beer&Food Attraction e viene raccontato in modo chiaro e strutturato, a partire dalla progettazione del layout espositivo, pensato per valorizzare tutte le anime del comparto. La manifestazione offre una visione completa che va dai piccoli e medi birrifici artigianali ai grandi player industriali, con un’importante presenza di brand internazionali. Questo approccio è sostenuto da contenuti di alto profilo promossi da Unionbirrai, che firma il Premio Birra dell’Anno, quest’anno con una categoria dedicata alle low e no alcol e l’Italian Craft Beer Conference, momento di riferimento per fare il punto su produzione, innovazione e mercato. A questi si affiancano i contenuti ospitati nella Beer&Tech Arena, dedicati alle tecnologie, all’evoluzione dei consumi e alle dinamiche economiche del settore. Un ruolo centrale, poi, è svolto dal lavoro con partner e associazioni di riferimento, come Assobirra – Confindustria e le principali realtà estere: l’americana Brewers Association e la spagnola Euskal Garagardo Elkartea Basque Beer che contribuiscono a rendere Beer&Food Attraction una piattaforma realmente rappresentativa a livello europeo e internazionale”.
Beer&Food Attraction dedica un’area strutturata al mondo food, con competizioni di alto profilo e progetti speciali legati al casual dining. Che ruolo hanno oggi il food e questi format esperienziali nella strategia complessiva della manifestazione?
“Il food rappresenta oggi circa il 20% dell’offerta espositiva e svolge un ruolo chiave nello sviluppo del business del casual dining e del consumo informale. Le competizioni e i format speciali non sono semplici momenti di spettacolo, ma strumenti di relazione e contenuto. Eventi come i Campionati della Cucina Italiana della Federazione Italiana Cuochi e la Burger Battle mettono in dialogo aziende, chef e operatori, trasformando la tecnica culinaria in valore per il mercato. In parallelo, progetti come Aperitivo Land favoriscono l’incontro tra domanda e offerta mostrando come food e beverage oggi crescano insieme”.
La fiera sceglie di dare spazio a start-up, PMI innovative e progetti ad alto contenuto tecnologico. Quanto conta oggi, per il fuoricasa, intercettare questa nuova imprenditorialità e trasformarla in soluzioni nuove per il mercato?
“L’innovazione è una leva strategica per interpretare l’evoluzione del fuoricasa e a Beer&Food Attraction trova una dimensione concreta nell’Innovation District, dove imprese, start-up e PMI innovative presentano soluzioni applicabili al business. L’Area Start-Up, realizzata con ANGI e ICE Agenzia, ospita 16 realtà italiane ed estere impegnate nello sviluppo di tecnologie, servizi e nuovi modelli operativi. In questo contesto si inserisce il Lorenzo Cagnoni Award, che premia i progetti più innovativi delle aziende espositrici, non vediamo l’ora di scoprirli.”.
Anche quest’anno Beer&Food Attraction ospita una nuova edizione dell’International Horeca Meeting di Italgrob, appuntamento centrale per il confronto sui temi economici e strategici del settore Ho.Re.Ca. In che modo questo momento di dialogo rafforza il ruolo della manifestazione come piattaforma di riferimento per imprese e operatori?
“La partnership con Italgrob, che rappresenta il mondo della distribuzione Ho.Re.Ca., intercetta uno dei pilastri di Beer&Food Attraction: il ruolo centrale dei distributori, che costituiscono una componente fondamentale del pubblico professionale della manifestazione e un punto di riferimento per l’intera filiera del fuoricasa. L’International Horeca Meeting inserisce questo ruolo in un contesto strutturato di confronto in cui industria, distribuzione e operatori dialogano sui principali temi economici e di mercato. Qui si inserisce il Congresso dell’Horeca, ad esempio, che quest’anno affronta temi come carovita ed evoluzione dei consumi fuori casa e offre una lettura attuale delle opportunità del settore. Il contributo di associazioni di categoria e istituti di ricerca, che condividono dati, trend e scenari previsionali, arricchisce il patrimonio di contenuti dell’IHM e supporta le imprese nelle scelte strategiche in un mercato in profonda trasformazione”.
La presenza di operatori provenienti da tutta Europa e dai mercati internazionali conferma il ruolo di Beer&Food Attraction come hub di riferimento per il settore. In che modo l’incoming estero incide sulla qualità del business in fiera e quali mercati mostrano oggi maggiore interesse per l’offerta beverage e foodservice?
“La presenza di buyer internazionali contribuisce a rendere il confronto in fiera sempre più mirato e orientato alle reali dinamiche del mercato. Il Buyer Program 2026, sviluppato attraverso la rete di Regional Advisor di IEG e in collaborazione con ICE Agenzia, coinvolge 130 buyer da 45 Paesi, con delegazioni particolarmente attive da Spagna, Gran Bretagna, Canada, Polonia ed Estonia. In fiera arrivano importatori di birra, beverage e food, insieme a distributori, grossisti e catene di ristorazione casual dining, oltre a operatori delle tecnologie beverage. ll Buyer Program diventa così una leva strategica messa a disposizione degli espositori per favorire l’export e aprire nuove opportunità commerciali a livello europeo e internazionale”.

























