Riprende la polemica sulla rappresentanza dell’industria e della filiera agroalimentare che negli anni scorsi aveva contrapposto soprattutto Federalimentare e Filiera Italia.

“Credo che sia il momento di fare giustizia sulle rappresentanze. In questo Paese le rappresentanze sono confuse, parlo anche a livello sindacale. Io voglio ribadire alla stampa che l’unica rappresentanza in grado di parlare per nome e per conto dell’industria l’alimentare è Federalimentare”. A dirlo in occasione della conferenza stampa di presentazione di Cibus, il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio. 

“Noi – ha detto – siamo rispettosi di tutta la filiera: la Gdo è indispensabile, è il nostro cliente più importante, il mondo agricolo è altrettanto importante perchè ci ha permesso di portare in giro delle eccellenze, ma è importante capire che ognuno gioca nella sua metà campo”.

Vacondio ha sottolineato che in queste sue parole “Non c’è polemica. Io rivendico un ruolo che ci compete su cui ho lavorato in questi quattro anni con dinamismo e verve”. “Noi – ha aggiunto – facciamo un mestiere diverso da quello agricolo. Io ho un rapporto col ministro Patuanelli straordinario, di grande fiducia, ci rapportiamo quotidianamente ma facciamo mestieri diversi”.

Parole, quelle del Presidente di Federalimentare che sembrano riaccendere lo scontro con Filiera Italia che pareva chiuso con un chiarimento dei rispettivi ruoli: associazione Federalimentare, fondazione Filiera Italia.

E quest’ultima non aspetta un secondo a ribattere. 

“L’appuntamento di oggi rappresenta un nuovo modo di comunicare il valore complessivo della filiera agroalimentare del Paese  fatto di piccole e grandi imprese e soprattutto di valori unici e condivisi tra mondo agricolo e la vera industria alimentare italiana che nulla ha a che fare con quelle 3 o 4 multinazionali globali che vorrebbero monopolizzare e omologare, con cibi sintetici ed ultraprocessati, l’alimentazione” dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia da “Identità golose” a Milano.

“Pensare di rivendicare in esclusiva la rappresentanza di una visione solo industriale – prosegue Scordamaglia – vuol dire avere in mente un modello  che ha fatto il suo tempo, soprattutto se non si ha il coraggio di fare i giusti distinguo tra multinazionali omologanti ed eccellenze della trasformazione italiana basate sulla distintività”.  E conclude il consigliere “È la filiera nel suo complesso la vera protagonista del futuro del settore ed il modello su cui si sta costruendo il Pnrr, la nuova PAC e la nuova strategia Farm to Fork. Grazie  quindi al Governo ed in particolare a Mise e Mipaf per le loro recenti strategie e strumenti, basati tutti su tale innovativa visione”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui