
Il “canned wine”, il vino in lattina, sarà sempre più diffuso nei prossimi anni e verrà sempre più utilizzato dai produttori soprattutto per attrarre nuove fasce di consumatori. E’ una delle tendenze del compatto vitivinicolo per il 2024 individuate dalla rivista specializzata tedesca “Meininger’s International”
Il consumo di vino in lattina crescerà, seondo Grand View Research, del 12,3% fino al 2028, quando raggiungerà i 571,8 milioni di dollari”.
La storia del vino nel contenitore monodose in alluminio (considerato più pratico, più smart e più ecologico rispetto al vetro) è in realtà lunga, basti dire che nel nostro Paese già nei primi anni Ottanta ci lavorò con un certo successo e con un grande occhio al futuro la modenese Cantina Giacobazzi (celebre il suo “8 e mezzo”), poi seguita da altre aziende tuttora attive con diversi prodotti e siti che vendono rossi, bianchi, rosé e vini frizzanti con grafiche pensate soprattutto per i consumatori più giovani.
La seconda tendenza “inaspettata” è quella che riguarda “la crescita sempre maggiore” dei cosiddetti “boundary-blurring wines” (letteralmente “vini che superano i confini”), come per esempio i vini aromatizzati e quelli fatti fermentare insieme con la frutta o le spezie. Ma anche i cosiddetti “bourbon barrel wine, i vini rossi fermentati in botti di bourbon, per conferire loro un fascino affumicato che possa convincere gli amanti del whisky a provarli”, che tanto successo hanno oramai da diversi anni soprattutto negli Stati Uniti.
Infine, tra i trend di quest’anno non può mancare il richiamo alla tendenza salutista che porta a consumare meno o a non consumare alcol e che sta incidendo profondamente sul mercato.

























