
La normativa francese sul meat sounding che vieta l’utilizzo di termini come bistecca, hamburger, prosciutto ecc.per la carne vegetale è stata sospesa dal Consiglio di Stato transalpino.
Lo stop è dovuto in particolare a due ragioni: dubbi sulla legittimità del decreto rispetto al diritto Ue e il potenziale danno economico per le aziende nazionali di prodotti vegetali.
Il decreto che vieta in Francia l’uso di termini solitamente legati alla carne per descrivere prodotti contenenti proteine vegetali doveva entrare in vigore il 1° maggio.
Il giudice del procedimento sommario ha osservato che sussistono seri dubbi sulla possibilità di adottare tali misure nazionali alla luce del regolamento europeo del 25 ottobre 2011 sulla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori (noto come “regolamento INCO”). Il giudice per le misure cautelari ha inoltre stabilito che un divieto a partire dal 1° maggio danneggerebbe in modo grave e immediato gli interessi delle aziende che commercializzano questi prodotti. A seguito di questo decreto, le aziende francesi dovrebbero rinunciare a denominazioni come “bistecca vegetariana”, “pancetta vegetariana”, che a volte sono state utilizzate per molto tempo, si sono consolidate nella mente dei consumatori e compaiono nei menu dei ristoranti. Dall’inchiesta è emerso chiaramente che il divieto del 1° maggio potrebbe comportare un calo significativo del fatturato per le due società richiedenti, le cui vendite sono principalmente costituite da questi prodotti. Inoltre, i loro concorrenti, che fabbricano i loro prodotti in altri Paesi europei, potranno continuare a utilizzare queste denominazioni per vendere i loro prodotti in Francia dopo il 1° maggio creando così un nonsense normativo.

























