Per la Bresaola della Valtellina Igp il 2024 si è chiuso con produzione e consumi in aumento, tornati ai livelli pre-Covid dopo gli anni difficili dell’inflazione.
Ma sul 2025 su allungano nuove ombre e l’anno si annuncia “decisamente complicato” per il Consorzio di tutela. 

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ente valtellinese, nel 2024 la produzione ha superato le 12.600 tonnellate (+6,52% sul 2023) e il valore al consumo è salito a 480 milioni di euro (+6,52%) con un aumento dell’impatto occupazionale sul territorio – diretto e indotto – del 4%. Lato distribuzione, la Gdo si è confermata il principale canale di vendita della Bresaola della Valtellina Igp (77% della produzione totale). 
In crescita anche i numeri legati all’esportazione che rappresenta il 5% della produzione, con un valore di 14 milioni di euro (+4,64%). Nel 2024, sono state esportate infatti 632 tonnellate di Bresaola della Valtellina Igp, nei Paesi UE (72% del totale in aumento del +3,2% rispetto al 2023) ed extra UE (28% del totale in aumento del +8,5% rispetto al 2023), dove spiccano diversi Paesi del Medio Oriente, soprattutto in quelli di religione islamica.

Nonostante questi dati, le preoccupazioni tra i produttori restano elevate. Si registra una marcata contrazione della disponibilità di materia prima di origine europea, conseguenza diretta della riduzione dei volumi produttivi negli allevamenti. Tale calo ha determinato un impatto significativo sull’approvvigionamento del settore: se infatti nel 2023 la quota di carne bovina proveniente dai Paesi dell’Unione aveva raggiunto il 30%, nel 2024 si è ridotta al 22% e si prevede il proseguimento di questo trend negativo anche nel 2025.

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