Lavazza punta alla Cina e si finanzia per crescere

Il Gruppo Lavazza sta accelerando i piani di crescita in Cina e insieme a Yum China estende la partnership del 2020 relativa all’apertura di nuove caffetterie anche alla distribuzione di prodotti. L’obiettivo è quello di aprire mille caffetterie Lavazza in Cina entro il 2025. Alla futura crescita saranno destinati inizialmente 200 milioni di dollari.

“Il settore del caffè in Cina presenta un enorme potenziale, ci sono vaste zone ancora inesplorate”, commenta Antonio Baravalle, ceo del Gruppo Lavazza, che attraverso il rafforzamento della joint venture punta a diventare un marchio leader nel settore del caffè in Cina.

Intanto il Gruppo  torinese ha ottenuto un finanziamento quinquennale da 500 milioni legato a specifici obiettivi di sostenibilità. Tra le banche coinvolte nell’operazione Bnl, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo, che hanno agito in qualità di mandated lead arrangers e finanziatori. Rumors di mercato, rilanciati su alcuni siti, ipotizzano un’imminente operazione di acquisizione.

La famiglia Lavazza è stata protagonista di una intensa campagna acquisti negli ultimi anni: tramite la finanziaria Finlav ha acquisito nel 2020 il 17,7% di Ivs Group, leader italiano nelle macchine distributrici di bevande e snack. Prima ha rilevato la divisione vending di Mars, l’australiana Blue Pod Coffee, che seguiva il merger Esp in Francia eNims in Italia. Nel 2017 tre acquisizioni realizzate direttamente da Lavazza: la francese Carte Noire, la danese Merrild e la canadese Kicking Horse Coffee. 

Intanto la società ha annunciato l’inaugurazione questo mese il suo primo flagship store nel Regno Unito, primo concept store di caffè al di fuori dell’Italia, in Great Marlborough Street.

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